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VMC in ristrutturazione o nuova costruzione: le differenze di progetto

In una nuova costruzione la VMC si progetta insieme all'edificio, quindi canali, controsoffitti e vani tecnici trovano posto fin dall'inizio. In ristrutturazione l'edificio esiste già e i vincoli (murature, solai, altezze) guidano la scelta, che spesso cade su unità decentralizzate senza canali o su un impianto canalizzato limitato ai locali dove il controsoffitto è possibile.


Il punto di partenza: l'edificio decide la tipologia

In una nuova costruzione il progettista può distribuire gli spazi pensando all'impianto. In una casa esistente deve invece adattare l'impianto agli spazi. Le due strade principali sono il sistema centralizzato, con una macchina e una rete di canali che serve tutta l'abitazione, e il sistema VMC decentralizzata, con unità installate nelle singole stanze. Il blog di SIC ricorda che la decentralizzata è adatta agli edifici esistenti perché non richiede modifiche strutturali complesse.

Questo articolo si concentra sulle differenze di progetto. Per costi e fasi di posa trovi il dettaglio nella guida all'installazione della VMC.

Nuova costruzione: la VMC entra nel progetto

Canali e controsoffitti pianificati

Con il cantiere ancora da realizzare, la rete di canali può correre in un controsoffitto previsto già nelle sezioni di progetto, in un cavedio o in un vano tecnico dedicato. L'unità si colloca in un locale di servizio, in un ripostiglio o in una zona sottotetto accessibile. Un recuperatore come ReVent PRH è disponibile in due modelli, installabili orizzontalmente a soffitto o verticalmente a parete, a seconda della pianta. La scheda indica un recuperatore statico in controcorrente con efficienza di recupero fino al 90% e bypass termico motorizzato parziale. Le portate dei due modelli non sono pubblicate sulla pagina: vanno richieste a SIC in fase di dimensionamento.

Coordinamento con gli altri impianti

Nel nuovo, la VMC si coordina con riscaldamento, raffrescamento, impianto elettrico e idraulico su un'unica planimetria. Per chi ha un impianto radiante, una soluzione come la serie DHRN W integra recupero di calore e deumidificazione estiva: il modello orizzontale da 300 m³/h ha un'altezza ridotta di 275 mm, pensata per i controsoffitti, e ha bocchette predisposte per la canalizzazione (maggiori dettagli nella pagina ventilazione residenziale).

Tenuta all'aria dell'involucro

Più l'involucro è a tenuta, meno il ricambio d'aria può contare sulle infiltrazioni: per questo la ventilazione meccanica diventa un elemento di progetto. La tenuta si verifica con il blower door test, la misura in campo della permeabilità all'aria descritta dalla norma ISO 9972, che usa la pressurizzazione o depressurizzazione meccanica dell'edificio. In Italia non esiste un obbligo generalizzato di eseguirlo su ogni nuova costruzione: la richiesta può arrivare da certificazioni, norme locali o capitolato.

Ristrutturazione: i vincoli dell'esistente

Senza canali: unità a parete

Quando solai e pareti non permettono di far passare una rete di canali, la soluzione più lineare sono le unità a parete. ReVent Wall ha una portata nominale di 150 m³/h, un volume di utilizzo consigliato di 20-45 m², un attacco da 85 mm di diametro e un orientamento del flusso regolabile sul retro o sul fianco. Montaggio e messa in funzione richiedono meno di un'ora e l'installazione va affidata a un tecnico abilitato.

Il dimensionamento va fatto ambiente per ambiente. Con la categoria IDA 2 della UNI EN 16798-1, 7 l/s per persona equivalgono a circa 25 m³/h: contando solo le persone, una camera doppia corrisponde a circa 50 m³/h e un soggiorno con quattro persone a circa 100 m³/h. In entrambi i casi la portata nominale di un'unità da 150 m³/h è superiore, a patto di restare entro la superficie consigliata; la portata definitiva si verifica nel progetto. In un appartamento con più locali servono più unità, e il progetto deve prevedere dove collocarle e come alimentarle.

Con canali, dove il controsoffitto è possibile

Anche in ristrutturazione si può scegliere l'impianto canalizzato, soprattutto quando l'intervento è profondo: demolizione di tramezzi, rifacimento dei pavimenti, nuovi controsoffitti. In questi casi la VMC si comporta quasi come in un edificio nuovo. Il limite è l'altezza interna: il controsoffitto che ospita i canali abbassa il soffitto, quindi va valutato locale per locale. Un'unità a basso profilo, come il modello orizzontale DHRN W da 275 mm di altezza, aiuta a contenere l'ingombro.

Tempi e invasività di cantiere

Per chi abita la casa conta quanto si interviene sull'esistente. Le unità a parete non richiedono modifiche strutturali complesse, mentre una rete di canali ha bisogno di spazio nei soffitti e nelle pareti e si inserisce meglio in una ristrutturazione completa. La regola pratica indicata dal blog SIC è di installare la VMC prima di rifare intonaci e pavimenti: decidere l'impianto a lavori già avviati porta a rompere superfici appena finite.

Confronto in sintesi

Aspetto
Nuova costruzione
Ristrutturazione
Tipologia indicata
Centralizzata canalizzata, o decentralizzata se il progetto la prevede
Decentralizzata a parete, o canalizzata dove il controsoffitto è possibile
Spazi per macchina e canali
Previsti nel progetto (vano tecnico, controsoffitto, cavedio)
Da ricavare nell'esistente, con vincoli di altezza e murature
Invasività
Contenuta: l'impianto si installa durante il cantiere
Minore con unità a parete, maggiore con una rete di canali
Tenuta all'aria
Obiettivo fissato in progetto, verificabile con blower door test
Da valutare caso per caso, dipende da serramenti e interventi sull'involucro
Coordinamento impianti
Unico progetto con riscaldamento ed elettrico
Adattamento a impianti esistenti

Quale scelta in base al cantiere

Per una casa da costruire, la domanda è quale sistema si integra meglio con il resto dell'impianto, e la risposta si cerca insieme a progettista termotecnico e impresa. Per un edificio da ristrutturare conviene partire dal rilievo: altezze dei locali, spessore delle murature perimetrali, posizione dei bagni e delle cucine, quadro elettrico. Se l'intervento è parziale e la casa resta abitata, le unità a parete come ReVent Wall limitano gli interventi murari. Se invece si rifanno pavimenti e soffitti, vale la pena valutare il canalizzato. In un edificio condominiale esiste anche la via centralizzata: ReVent WF è un recuperatore per sistemi centralizzati, installabile sul tetto dell'edificio in combinazione con moduli individuali.

Domande frequenti

Posso installare la VMC in una casa già abitata?

Sì. Le unità decentralizzate a parete sono pensate per gli edifici esistenti perché non richiedono modifiche strutturali complesse. Il progetto deve indicare quante unità servono e in quali locali.

Serve sempre il controsoffitto?

Solo per gli impianti canalizzati. Le unità a parete come ReVent Wall non lo richiedono, perché non hanno una rete di canali da nascondere.

Il blower door test è obbligatorio?

In Italia non esiste un obbligo generalizzato per ogni edificio. Può essere richiesto da certificazioni energetiche, norme locali, capitolati o accordi contrattuali, quindi va verificato nel progetto.

Per un parere sul tuo caso, i tecnici di SIC Sistemi possono valutare pianta e vincoli e indicare la soluzione adatta tra le unità della gamma di ventilazione residenziale.