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VMC per ristoranti e locali pubblici: come eliminare odori e fumi di cottura
In un ristorante l'aria pulita in sala e l'assenza di odori di cucina fanno parte dell'esperienza del cliente quanto il piatto servito. Cappa aspirante e ventilazione meccanica controllata svolgono però compiti diversi: la prima cattura i fumi alla fonte, la seconda garantisce il ricambio continuo dell'aria in sala, cucina e servizi. Come si integrano e cosa serve per progettare un locale dove gli odori restano in cucina.
Perché in un ristorante la sola apertura delle finestre non basta
Aprire porte e finestre per "far uscire l'odore di fritto" è una soluzione discontinua e poco controllabile: dipende dal meteo, dalla stagione e da quanto i gestori ricordano di farlo. In un locale con orari di apertura prolungati, cucina attiva a più riprese durante la giornata e affluenza di pubblico variabile, serve un ricambio d'aria costante, indipendente dalle condizioni esterne.
Il Regolamento (CE) 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari richiede che i locali destinati alla preparazione e alla somministrazione di alimenti dispongano di una buona aerazione, naturale o meccanica. Dove l'aerazione naturale non è sufficiente o non è praticabile, l'impianto meccanico diventa necessario.
Cappa aspirante e VMC: due sistemi con funzioni diverse
La cappa cattura i fumi e gli odori in cucina
Sopra ogni piano cottura, friggitrice o griglia deve essere installata una cappa aspirante, con sbocco in canna fumaria oppure a parete, eventualmente dotata di filtri a carboni attivi per l'abbattimento degli odori. La cappa lavora sulla fonte dell'emissione: intercetta fumi, vapori e particelle di grasso prima che si disperdano nell'ambiente di lavoro.
È un sistema puntuale e ad alta portata, pensato per la zona cottura. Da solo, però, non risolve il ricambio d'aria del resto del locale: sala clienti, bagni, magazzino e zone di passaggio restano fuori dal suo raggio d'azione.
La VMC rinnova l'aria in sala, cucina e servizi
La ventilazione meccanica controllata lavora su un principio diverso: estrae in modo continuo l'aria viziata dagli ambienti e immette aria fresca filtrata dall'esterno, senza le dispersioni e l'imprevedibilità dell'apertura manuale di porte e finestre. In un ristorante questo significa aria di ricambio costante in sala, nei servizi igienici e nelle zone di passaggio, indipendentemente dall'attività della cucina.
I sistemi di ventilazione meccanica pensati per ambienti commerciali garantiscono un ricambio costante senza dispersioni di calore, in configurazione centralizzata o decentralizzata a seconda della struttura del locale e della possibilità di intervenire con canalizzazioni.
Cosa dice la normativa su aerazione dei locali pubblici
Fino a luglio 2024 il riferimento tecnico più citato per il dimensionamento degli impianti di ventilazione era la norma UNI 10339, oggi ritirata. Il riferimento attuale per la qualità dell'aria interna e la ventilazione degli edifici è la norma europea UNI EN 16798-1, che definisce classi di qualità ambientale interna (da IEQ I, la più elevata, a IEQ IV) utilizzabili anche in fase di progettazione o riqualificazione di locali destinati al pubblico.
A questo si affianca il quadro igienico-sanitario specifico della ristorazione: il Regolamento (CE) 852/2004 impone che fumi di combustione e odori di cottura siano sempre captati ed espulsi verso l'esterno, tramite cappe con sbocco in canna fumaria o a parete, e che i locali di preparazione e somministrazione mantengano una buona aerazione. La combinazione di cappa dedicata e VMC per gli ambienti generali risponde a entrambe le esigenze.
Come evitare che gli odori di cucina arrivino in sala
Per molti locali il punto critico è la cattiva separazione tra cucina e sala: se l'aria della zona cottura può muoversi liberamente verso gli ambienti puliti, gli odori seguono lo stesso percorso. Per questo la progettazione corretta prevede che la cucina sia mantenuta in leggera depressione rispetto alla sala, così che il flusso d'aria vada sempre dagli ambienti puliti verso quelli di lavorazione, e mai il contrario.
Un secondo livello di controllo riguarda la filtrazione. Un sistema con filtraggio multistadio, incluso uno stadio a carboni attivi, trattiene una parte significativa degli odori residui prima che l'aria venga immessa o ricircolata. A questo si può aggiungere la sanificazione dell'aria con tecnologia Bioxigen, che agisce tramite ionizzazione per ridurre batteri, polveri sospese, muffe e odori senza l'uso di additivi chimici, e può essere integrata direttamente nell'impianto di ventilazione.
Soluzioni SIC per ristoranti e locali pubblici
Per la sala, il cuore dell'impianto è un'unità di recupero energetico canalizzata. La serie CFR+ copre portate da 400 a 5.000 m³/h su otto modelli, con installazione a soffitto, bypass termico integrato e filtrazione ePM1 55% in mandata: una gamma che permette di dimensionare l'unità sul numero effettivo di coperti invece di adattare il locale alla macchina. È disponibile anche con sanificazione Bioxigen integrata.
Dove la cucina lavora a pieno regime per molte ore, con produzione costante di vapore, il recuperatore rotativo igroscopico CFR-HE+ recupera sia il calore sensibile sia quello latente, senza necessità di raccolta condensa. Il calore generato dai piani cottura si somma poi a quello dei clienti e dell'illuminazione: per gestirlo insieme al ricambio d'aria, la gamma recupero termodinamico, e in particolare la serie CFR-HP (350–4.500 m³/h), affianca allo scambiatore un circuito frigorifero reversibile.
L'estrazione di cucina, bagni e servizi va tenuta separata da quella della sala, ed è il compito dei sistemi di ventilazione meccanica SIC. Le unità compatte da controsoffitto FBE (900–4.300 m³/h) servono più ambienti tramite canalizzazione, mentre i cassonetti insonorizzati FBX-D (800–7.000 m³/h) e FBS tengono il rumore dell'estrazione lontano dalla sala, con isolamento acustico dedicato.
Nei locali molto piccoli, o in sale ristrutturate dove la canalizzazione è impraticabile, resta l'opzione puntuale: ReVent SPT è un recuperatore a parete con filtraggio a tre livelli e scambiatore in ceramica, indicato dal costruttore anche per edifici pubblici e commerciali. Con portate fino a 64 m³/h per unità, però, copre singole zone e non sostituisce un impianto dimensionato sull'intero locale.
FAQ
La VMC sostituisce la cappa aspirante in cucina?
No. Sono sistemi complementari: la cappa capta i fumi e gli odori alla fonte, sopra i piani cottura, mentre la VMC garantisce il ricambio d'aria continuo negli altri ambienti del locale, inclusa la sala.
La VMC aiuta a ridurre gli odori anche in sala?
Sì. Un ricambio d'aria costante, unito a una filtrazione adeguata e a una corretta separazione di pressione tra cucina e sala, riduce la percezione degli odori di cottura negli ambienti frequentati dai clienti.
Serve un progetto specifico per un locale già esistente?
In molti casi sì, soprattutto per garantire che il flusso d'aria vada sempre dalla sala verso la cucina e non viceversa. La valutazione va fatta caso per caso in base alla planimetria e alla possibilità di canalizzazione.